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COMUNICATO – Cisda aderisce alla campagna R1PUD1A di Emergency e sostiene la legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra

Pubblicazione: 5 Novembre 2026

Cisda conosce gli effetti devastanti del ciclo della violenza della guerra sulla vita della popolazione afghana e, in particolare, sulla vita delle donne. Fasi di guerra aperta e di occupazione militare straniera, si alternano dal 1979 all’insediamento di regimi fondamentalisti e a una lunga serie di attentati condotti da milizie jihadiste radicali, con effetti profondi e duraturi sull’ambiente e sulla società.

La guerra non finisce con la cessazione del conflitto armato se le condizioni che l’hanno generata sono sempre in essere. Per l’Afghanistan, l’esito della guerra “infinita” che opprime la popolazione, è anche l’annichilimento di ogni forza laica e democratica. Quelle rimaste – in cui le donne svolgono un ruolo fondamentale nella resistenza contro il sistema di apartheid di genere totale imposto dai Talebani al potere – si vedono oggi costrette alla clandestinità più totale.

Per la terribile contabilità dei conflitti armati in termini di vittime civili, e per la profonda devastazione umana, ambientale, politica e sociale, la guerra non va mai iniziata.  Vanno invece tutelati con la massima cura tutti gli organismi internazionali a difesa dei diritti umani, e gli strumenti negoziali per la risoluzione delle controversie tra Stati.

Cisda aderisce quindi convintamente alle due iniziative promosse da EMERGENCY e invita tutte le organizzazioni parte della rete euro-afghana per la democrazia e la laicità a dare la propria adesione alla Campagna R1PUD1A, e a mettere concretamente in atto, tutte le azioni per garantire la sua massima attuazione, a partire dalla raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare IO OBIETTO LA GUERRA.

La legge di iniziativa popolare IO OBIETTO CONTRO LA GUERRA, è finalizzata ad istituire in ogni Comune un registro dell’obiezione alla guerra: ogni cittadina/o può dichiararsi obiettore di coscienza, rifiutando di prestare alla guerra il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio consenso. Per gli uomini in età di leva la dichiarazione vale anche come obiezione al servizio militare in caso di richiamo. Per tutte e tutti, l’obiezione di coscienza si estende anche alle attività civili: rifiutarsi di progettare o produrre componenti destinate agli armamenti; rifiutarsi di movimentare carichi di armi; opporsi alle attività scolastiche di propaganda militare, o di reclutamento di studenti e studentesse nelle FFAA e nel comparto bellico industriale, anche attraverso le attività di alternanza scuola-lavoro.

Grazie alla Campagna IO OBIETTO LA GUERRA, per la prima volta le donne sono chiamate istituzionalmente alla possibilità concreta di agire l’obiezione alle spese militari e il boicottaggio di ogni sostegno alle guerre.

La proposta di legge di iniziativa popolare IO OBIETTO CONTRO LA GUERRA può essere promossa da tutte e tutti senza limiti di età, e può essere firmata da cittadine e cittadini italiani che hanno compiuto i 18 anni e che sono iscritte/i nelle liste elettorali. Basta collegarsi a questo link e accedere con SPID o CIE:

 

Per aggiornamenti sul quorum, clicca qui

Cisda invita a non limitare la propria azione ad una firma! La legge di iniziativa popolare fa parte della Campagna R1PUD1A con la quale possiamo promuovere azioni di pace per dare concretezza all’obiezione alla guerra:

  • Invitiamo il nostro Sindaco e il nostro Comune a rendersi disponibili ad accogliere le dichiarazioni di obiezione di coscienza al servizio militare e a darne adeguata comunicazione alla cittadinanza
  • Creiamo uno Spazio di Pace nella nostra sede associativa, nella nostra cooperativa, a scuola, e promuoviamo Spazi di Pace nella nostra città. Uno Spazio di Pace è un luogo che agisce in coerenza con l’Articolo 11 della Costituzione italiana che sancisce il ripudio della guerra. Dare concreta attuazione all’Art. 11, significa rifiutare ogni compromissione con l’industria bellica, promuovere l’educazione alla pace, e assumere una responsabilità pubblica nell’azione di contrasto alla guerra:
  • Opponiamoci la militarizzazione delle scuole di ogni ordine e grado. La Campagna può coinvolgere studenti, docenti e genitori:

 

 

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