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Il sistema di divieti che cancella le donne

Pubblicazione: 9 Aprile 2026

Negli ultimi anni in Afghanistan si è assistito all’imposizione progressiva di un sistema di restrizioni estremamente severe che colpiscono l’intera popolazione, ma che sono rivolte in modo particolare a regolamentare ogni aspetto della vita delle donne.

A prima vista, molti di questi divieti possono apparire casuali, incoerenti, grotteschi, più frutto della demenza che della costruzione di un sistema giuridico organico. In realtà, delineano con chiarezza l’idea che i Talebani hanno della donna: un corpo-oggetto da sottrarre allo sguardo pubblico, da isolare e tenere lontano dalla vita sociale perché ritenuto peccaminoso e “impuro”. Un dispositivo ridotto a funzione biologica, contenitore della vita e strumento per la riproduzione e la crescita della prole. Un serbatoio di carne, forza ed energia da utilizzare a discrezione degli uomini, gli unici ai quali viene riconosciuto il diritto a una vita pienamente umana, seppur regolata da una lettura rigida e arcaica della Sharia e da un sistema interno di caste imposto dal codice talebano.

Il 2 aprile 2026, le Nazioni Unite hanno pubblicato un’approfondita revisione giuridica, elaborata congiuntamente dall’Office of the High Commissione for Human Rights e da UN Women. Il documento, basato sulla Convention on the Eliminazioni of All Forms of Discriminativo Against Women, analizza le misure introdotte dalle autorità de facto afghane e il loro impatto su donne e ragazze.

L’analisi esamina sedici tra i principali provvedimenti adottati dal 2021: dal divieto di istruzione secondaria e universitaria per le ragazze all’esclusione dal lavoro, dall’obbligo di mahram per gli spostamenti alle limitazioni alla libertà di movimento, dal codice di abbigliamento obbligatorio alle restrizioni nell’accesso alla sanità. A queste si aggiungono il divieto o la forte limitazione della partecipazione politica, la chiusura di spazi pubblici, le restrizioni ai media e alla libertà di espressione femminile, le discriminazioni nell’accesso alla giustizia, l’impunità per le violenze di genere, i limiti all’attività delle ONG con personale femminile, l’esclusione dalla formazione professionale, il controllo sulla vita privata e familiare, le restrizioni economiche e, più in generale, un sistema strutturato di segregazione di genere.

Secondo il rapporto, l’insieme di queste misure configura una forma di discriminazione sistemica e istituzionalizzata, in violazione diffusa degli obblighi internazionali assunti dall’Afghanistan con la CEDAW.

La revisione è pensata come uno strumento operativo per governi e attori internazionali, chiamati a valutare la conformità del Paese al diritto internazionale e a monitorare eventuali evoluzioni future, anche alla luce del dialogo diplomatico in corso con i talebani.

Auspichiamo che questo documento sia sufficiente a frenare le crescenti tentazioni al riconoscimento del governo talebano e a spingere Stati e istituzioni internazionali ad assumere una posizione più netta contro quello che viene sempre più spesso definito un sistema di apartheid di genere.

Perché mentre si moltiplicano i segnali di apertura diplomatica e le pressioni verso una normalizzazione dei rapporti con i talebani, il rischio è che questo sistema venga progressivamente accettato, se non legittimato. Che la cancellazione delle donne dallo spazio pubblico diventi un fatto compiuto, assorbito nella realpolitik internazionale.

Quello che segue è un elenco, parziale e non esaustivo, delle restrizioni finora imposte, redatto con il contributo di un gruppo di rifugiati e rifugiate afghani in Italia da qualche anno.

ANNO 2021

  1. Completo divieto per le donne di lavorare fuori di casa, il che vale anche per insegnanti, ingegneri e la maggior parte dei professionisti. Solo alcune donne medico e infermiere hanno il permesso di lavorare in alcuni ospedali a Kabul.
  2. 2. Completo divieto per le donne di attività fuori della casa se non accompagnate da un mahram (parente stretto come un padre, un fratello o un marito).
  3. Divieto per le donne di trattare con negozianti maschi.
  4. Divieto per le donne di essere trattate da dottori maschi.
  5. Divieto per le donne di studiare in scuole, università o altre istituzioni educative (i Talebani hanno convertito le scuole per ragazze in scuole coraniche).
  6. Obbligo per le donne di indossare un lungo velo (Burqa) che le copre da capo a piedi.
  7. Sono previsti frustate, botte e violenza verbale per le donne non vestite secondo le regole Talebane o per le donne non accompagnate da un mahram.
  8. Frustate in pubblico per le donne che non hanno le caviglie coperte.
  9. Lapidazione pubblica per le donne accusate di avere relazioni sessuali al di fuori del matrimonio.
  10. Divieto di uso di cosmetici (a molte donne con unghie dipinte sono state tagliate le dita) e divieto per le donne di recarsi dal parrucchiere.
  11. Divieto per le donne di parlare o di dare la mano a uomini non mahram.
  12. Divieto per le donne di ridere ad alta voce (nessun straniero dovrebbe sentire la voce di una donna).
  13. Divieto per le donne di portare tacchi alti perché produce suono quando camminano (un uomo non deve sentire i passi di una donna) e divieto di indossare abiti attillati e colorati.
  14. Divieto per le donne di andare in taxi senza un mahram.
  15. Divieto per le donne di essere presenti in radio, televisione, o incontri pubblici di qualsiasi tipo.
  16. Divieto per le donne di praticare sport o di entrare in un centro sportivo o in un club.
  17. Divieto per le donne di andare in bicicletta o motocicletta anche se con il mahram.
  18. Divieto per le donne di indossare vestiti con colori vivaci. Perché ritenuti “sessualmente attraenti
  19. Divieto per le donne di incontrarsi in occasioni di festa o per scopi ricreativi
  20. Divieto per le donne di lavare i vestiti vicino a corsi d’acqua o in luoghi pubblici
  21. Modificazione di tutti i nomi di luogo incluso la parola “donna” (per esempio, i ‘giardini per donne’ sono stati chiamati “giardini di primavera).
  22. Divieto per le donne di apparire sui balconi dei loro appartamenti o case.
  23. Pittura obbligatoria di tutte le finestre cosicché le donne non possano essere viste da fuori delle loro case.
  24. Divieto per i sarti maschili di prendere misure per le donne o cucire vestiti femminili.
  25. Divieto dei bagni pubblici femminili
  26. Divieto per uomini e donne di viaggiare sugli stessi bus. I bus pubblici sono ora stati separati in “solo per uomini” o “solo per donne”.
  27. Divieto di pantaloni larghi anche sotto un burqa.
  28. Divieto per le donne di fotografare o filmare.
  29. Divieto di fare foto di donne per giornali e libri o di appenderle sulle pareti delle case e dei negozi.

A parte queste restrizioni sulle donne, i Talebani hanno vietato a tutta la popolazione:

  1. di ascoltare musica sia agli uomini che alle donne
  2. di guardare film, televisione e video
  3. di celebrare il Capodanno (Nowruz) il 21 marzo, in quanto non è una festa islamica
  4. di celebrare la Giornata del Lavoro (1° maggio) perché è considerata una festa “comunista”
  5. hanno ordinato che tutti i nomi non islamici siano cambiati in nomi islamici
  6. hanno obbligato i giovani afghani a tagliarsi i capelli
  7. hanno ordinato a tutti di scegliere nomi islamici se i loro nomi non sono islamici
  8. hanno ordinato che gli uomini indossino vestiti islamici come il cappello
  9. hanno ordinato che gli uomini non si radino o non ornino le loro barbe che invece devono crescere lunghe per uscire con un nodo sotto il mento
  10. qualsiasi forma di gioco o intrattenimento è proibito
  11. hanno ordinato che tutti seguano le preghiere nelle moschee cinque volte al giorno
  12. di tenere piccioni e di giocare con uccelli considerandolo non islamico; chi viola queste norme sarà imprigionato e gli uccelli uccisi
  13. di far volare gli aquiloni perché sono considerati non islamici
  14. hanno ordinato a tutti gli spettatori che incoraggiano gli sportivi di cantare ‘allah-o-akbar'(Dio è grande) e di non applaudire
  15. chiunque sia trovato avere libri proibiti sarà punito con la morte
  16. chiunque si converta dall’Islam a un’altra religione sarà punito con la morte
  17. tutti gli studenti devono portare il turbante (“Niente turbante, niente formazione”)
  18. le minoranze non musulmane devono portare un contrassegno distintivo o cucire un pezzo di tessuto giallo sui vestiti per differenziarsi dalla maggior parte della popolazione che è musulmana.

ANNO 2022

  1. Imposizione dell’Hijab: Arresto e detenzione temporanea per le donne che non lo indossano
  2. Obbligo per tutte le donne di coprirsi il volto nei luoghi pubblici e in caso di violazione dell’ordine sarà punito il tutore maschile della donna. I membri della Polizia religiosa possono fermare le donne per strada e possono costringere le donne a comprare un hijab nel mercato più vicino e tornare a casa
  3. Divieto di guida
  4. Divieto di frequentare luoghi pubblici
  5. Divieto di interazione tra studentesse e personale maschile nelle scuole
  6. Divieto di partecipazione delle ragazze a corsi di formazione linguistica
  7. Divieto di scegliere le seguenti Facoltà universitarie: Agricoltura, Medicina, Veterinaria, Ingegneria civile, Ingegneria mineraria, Economia, Informatica
  8. Divieto totale di Istruzione universitaria
  9. Messa al bando del diritto al lavoro
  10. Divieto di lavorare nelle ONG

ANNO 2023

  1. Divieto di festeggiare la festa di San Valentino con chiusura obbligatoria di negozi e ristoranti
  2. Rimozione delle immagini femminili dai luoghi pubblici
  3. Rimozione dei manichini femminili dai negozi; nella provincia di Herat hanno costretto i negozianti a decapitare i manichini
  4. Divieto di pubblicare immagini di esseri viventi; nell’Islam è vietato stampare immagini di uomini e animali.
  5. Restrizione nella fornitura di servizi governativi. Gli uffici governativi hanno il diritto di fornire servizi alle donne con hijab e mahram solo due volte alla settimana, mentre negli altri giorni alle donne è vietato entrare in qualsiasi ufficio governativo.

ANNO 2024

  1. Chiusi gli istituti di scienze della salute: è vieto alle donne di studiare come ostetriche e infermiere
  2. Vietato alle donne di far sentire la propria voce, anche in presenza di altre donne
  3. Vietato alle donne recitare il Corano o fare preghiere ad alta voce
  4. Installazione di tende nere sui mezzi di trasporto pubblici come autobus e taxi
  5. Obbligo di consegnare con la forza i telefoni cellulari di donne e ragazze per strada, controllandone il contenuto senza alcun rispetto per i loro diritti e la loro dignità umana e rompendoli
  6. Maltrattamenti e percosse nei confronti di chi usa la bandiera afghana; obbligo ad esporre la bandiera dell’Emirato
  7. Poligamia praticata dai talebani senza il consenso della famiglia, ma con la forza e le percosse
  8. Matrimoni forzati di ragazze minorenni e stupri subiti
  9. Umiliazione e oppressione di genere
  10. Modifica dei programmi scolastici con materie giuridiche e religiose
  11. Violenza e molestie online tramite numeri anonimi
  12. Povertà, problemi economici e mancanza di lavoro per le donne occupate e istruite

ANNO 2025

  1. Divieto di accesso ad internet in alcune province
  2. Rimozione di libri scritti da donna nelle università
  3. Eliminazione di 18 corsi su democrazia, diritti umani e studi sulle donne
  4. Vietato il gioco degli scacchi
  5. Divieto di “esporsi” visivamente: il decreto impone che alcuni spazi delle case non siano visibili dall’esterno, per cui bisogna murare le finestre.

ANNO 2026

Nuovo Codice penale – Legalizzazione della violenza contro le donne

  1. È consentito agli uomini picchiare le proprie mogli, purché non provochino fratture ossee o ferite gravi.
  2. Abolizione dell’uguaglianza tra uomo e donna per legge. Secondo il decreto ufficiale (Decree No.12), l’uguaglianza tra uomo e donna è stata completamente eliminata e l’uomo ha piena autorità sulla donna.
  3. Criminalizzazione della vita privata delle donne. Una donna è considerata colpevole se esce di casa senza il permesso del marito oppure non rientra a casa. L’articolo 34 Punisce le donne che lasciano la casa senza il permesso del marito per andare dalla propria famiglia, condannato lei e i propri familiari fino a 3 mesi di reclusione, togliendo anche l’ultima via di rifugio per le donne, che non hanno altra scelta se non subire in maniera passiva quello che le accade.
  4. Le donne in Afghanistan sono meno tutelate degli animali. L’articolo 70 del nuovo codice di procedura penale dei talebani stabilisce, infatti che chi organizza combattimenti tra animali può essere condannato a 5 mesi di carcere. Questa pena è ben superiore a quella per la violenza sulle donne, a dimostrazione che in questo paese il benessere degli animali è più tutelato di quello delle donne, trasmettendo il messaggio che esse sono esseri inferiori e meritano di essere punite.
  5. Restrizioni sui diritti riproduttivi. Limitazione o divieto dei metodi contraccettivi e pressioni su farmacie e ostetriche per interrompere questi servizi.
  6. Restrizioni sanitarie. Le donne non hanno il diritto di utilizzare l’ambulanza senza un mahram (tutore maschile).
  7. Una delle restrizioni generali, applicata soprattutto con gli studenti, è la pressione a seguire una religione specifica; ciò significa che le minoranze religiose vengono costrette ad abbandonare la propria fede.

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