Attraversare la Notte
28 Gennaio 2026
A inizio gennaio Trump ha inferto un ulteriore stangata all’Onu e al multilateralismo, alla solidarietà internazionale, ai diritti umani e alla lotta ai cambiamenti climatici: con un memorandum firmato il 7 gennaio ha ordinato ai dipartimenti e alle agenzie esecutive di “cessare ogni partecipazione e, ove consentito dalla legge, di interrompere immediatamente tutti i finanziamenti” a 66 organismi, convenzioni e trattati internazionali, riguardanti un’ampia gamma di accordi sulla cooperazione internazionale, il cambiamento climatico, i diritti umani e la costruzione della pace, con l’obiettivo dichiarato di riorientare le risorse sulle priorità interne per rafforzare la linea “America First”, disimpegnandosi dai gruppi che sostengono “agende globaliste” o “ideologie radicali”.
Indice
ToggleLa notizia non ha fatto scalpore, forse perché gia dal febbraio 2025 gli Usa avevano sospeso i finanziamenti volontari a molte di queste entità, ad esempio al Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), all’UN Women (Entità delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne), al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC).
O più probabilmente perché questi settori di intervento vengono considerati insignificanti e trascurabili di fronte alle gravissime violazioni del diritto internazionale, già attuate o preannunciate da Trump, che hanno superato le peggiori aspettative e costretto la società civile e la politica internazionale a confrontarsi con il rischio di inutilità dei trattati e delle vie diplomatiche.
Ma purtroppo sono invece considerevoli le conseguenze di questo provvedimento, per le immediate e sproporzionate ricadute che avrà non solo sulle popolazioni più povere e sulle comunità emarginate, ma anche sulla salute dell’intero pianeta.
La decisione coinvolge 31 entità del sistema ONU e 35 non direttamente dipendenti dall’ONU riguardanti principalmente:
– il clima – ad esempio la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, UNFCCC, e il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, IPCC, alla base dall’intero quadro negoziale internazionale sul clima; l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, IRENA, organizzazione intergovernativa che supporta i paesi nella transizione verso un futuro energetico sostenibile
– i diritti e il genere – tra cui l’agenzia UN Women, dedicata all’uguaglianza di genere; il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, UNFPA, che si occupa di salute sessuale e riproduttiva; il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, UNHRC; l’Ufficio del Rappresentante Speciale del Segretario Generale sulla violenza contro i bambini e altri uffici del Segretariato delle Nazioni Unite che si occupano di bambini nei conflitti armati, CAAC, e che pongono fine alla violenza sessuale come arma di guerra, OSRSG-SVC
– la salute e lo sviluppo sostenibile, come l’International Development Law Organization, IDLO, che opera per favorire la pace e lo sviluppo sostenibile attraverso il rafforzamento dei sistemi legali; il Fondo delle NU che finanzia e sostiene progetti della società civile per la democrazia, UNDEF; l’UNESCO, che promuove la pace e la sicurezza attraverso la cooperazione internazionale in ambito educativo, scientifico, culturale e comunicativo.
L’elenco comprende anche quattro delle cinque commissioni regionali delle Nazioni Unite, ESCAP,ESCWA, ECA, ECLAC, che sono piattaforme chiave per la cooperazione multilaterale.
Tra gli enti non direttamente legati all’ONU troviamo il Global Counterterrorism Forum, che si occupa di contrasto al terrorismo; l’International IDEA, Istituto internazionale per la democrazia e l’assistenza elettorale; la Venice Commission, l’autorevole organo consultivo del Consiglio d’Europa specializzato in questioni costituzionali del Consiglio d’Europa; l’International Law Commission, che esercita un’influenza multilaterale sulla politica estera degli stati.
La lista completa è disponibile sul sito ufficiale della Casa Bianca.
La decisione ha effetto immediato per quanto riguarda la cessazione della partecipazione e dei finanziamenti, sebbene per alcuni trattati l’uscita formale richieda processi più lunghi. Per le entità delle Nazioni Unite, “il ritiro significa cessare la partecipazione o il finanziamento a tali entità nella misura consentita dalla legge”.
Nel motivare questa decisione degli Usa, il Segretario di Stato Marco Rubio ha accampato la necessità di tagliare le “spese inutili”, risparmiare denaro dei contribuenti e concentrarsi sugli interessi degli Stati Uniti. “Non continueremo a spendere risorse, capitale diplomatico e il peso legittimante della nostra partecipazione in istituzioni che sono irrilevanti o in conflitto con i nostri interessi”, ha affermato.
Trump ha ribadito che vuole riorientare le risorse sulle priorità interne e rafforzare la politica estera “America First”, che i dollari dei contribuenti americani non devono più finanziare enti che promuovono programmi “woke”, “minano l’indipendenza dell’America e sprecano i soldi dei contribuenti in programmi inefficaci o ostili”. Ha richiamato la continuità di questa azione con l’opposizione ai cosiddetti “programmi DEI”, mandati federali che si occupano di diversità, equità ed inclusione che l’amministrazione considera una forma di “discriminazione inversa” e uno spreco di denaro pubblico e contro i quali già nel gennaio 2025 aveva firmato ordini esecutivi per porne termine.
Numerose sono le reazioni critiche al provvedimento.
Un “attacco vendicativo e sconsiderato” per fare a pezzi il sistema globale di cooperazione, minare i diritti umani e la stabilità globale, soprattutto la pace e la sicurezza, smantellando le istituzioni che garantiscono giustizia e responsabilità internazionale: questa è l’opinione di Amnesty International, che ha esortato gli Stati membri e le organizzazioni delle Nazioni Unite a difendere l’architettura giuridica internazionale e i sistemi di riforma per proteggere gli standard dei diritti umani.
Critico anche Human Rights Watch, che ha evidenziato come il ritiro da organismi come l’UNFCCC e l’IPCC non sia solo una questione ambientale, ma una minaccia diretta ai diritti umani, poiché compromette i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la protezione contro i disastri climatici.
Il responsabile delle Nazioni Unite per il clima, Simon Stiell, ha definito la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici un “colossale autogol”, perché “mentre tutte le altre nazioni stanno facendo un passo avanti insieme, questo ultimo passo indietro dalla leadership globale, dalla cooperazione sul clima e dalla scienza non può che danneggiare l’economia, i posti di lavoro e gli standard di vita degli Stati Uniti, mentre incendi, inondazioni, mega-tempeste e siccità peggioreranno rapidamente”.
Molti osservatori hanno evidenziato inoltre il rischio di isolamento diplomatico cui si espongono gli Usa, permettendo ad altre potenze come la Cina o l’India di occupare il vuoto di leadership lasciato da Washington. “Il fatto che abbandoniamo la scena non significa che altri attori non prenderanno il nostro posto. Quindi non dovremmo sorprenderci se altri attori con interessi e valori diversi – con particolare attenzione alla Cina – approfitteranno del nostro ritiro per subentrare”, ha affermato Stewart Patrick, direttore del Global Order and Institutions Program presso il Carnegie Endowment for International Peace di Washington.
“Si tratta di un’azione ridicola e pericolosa, sconsiderata e dannosa”, ha affermato Nina Schwalbe, del Georgetown Center for Global Health Policy and Politics, criticando i tagli alla sanità globale introdotti dall’amministrazione Trump. “Il ritiro dall’Organizzazione Mondiale della Sanità [quasi un anno fa], è stato il primo segnale del suo ritiro dal multilateralismo. Ha tagliato un albero, ora sta tagliando l’intera foresta”, ha affermato. “Le implicazioni saranno molto ampie e vaste: dall’istruzione dei bambini al cambiamento climatico, all’arte e alla cultura. Ha appena preso un bazooka e ha fatto saltare tutto in aria”.
Anche il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres si è espresso contro questi ritiri. In una dichiarazione dell’ONU si riporta il giudizio del segretario generale: “Come abbiamo costantemente sottolineato, i contributi stimati al bilancio ordinario delle Nazioni Unite e al bilancio per il mantenimento della pace, approvati dall’Assemblea generale, costituiscono un obbligo giuridico ai sensi della Carta delle Nazioni Unite per tutti gli Stati membri, compresi gli Stati Uniti… Tutte le entità delle Nazioni Unite continueranno ad attuare i mandati loro conferiti dagli Stati membri.”
L’UE ha espresso rammarico per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal trattato fondamentale delle Nazioni Unite sul clima. “L’UNFCCC sostiene l’azione globale per il clima. Riunisce i paesi per sostenere il clima, ridurre le emissioni, adattarsi ai cambiamenti climatici e monitorare i progressi”, ha affermato il commissario europeo per il clima Wopke Hoiekstra in un post sulla piattaforma social X. “La decisione della più grande economia e secondo maggiore emettitore al mondo di ritirarsi è deplorevole e infelice.
Organizzazioni come l‘Environmental Defense Fund e il Natural Resources Defense Council affermano che, facendo un passo indietro, gli Stati Uniti perdono il loro posto al tavolo delle trattative per definire la strategia climatica, promuovere i negoziati e promuovere nuove idee politiche. Questa mossa incide anche sugli impegni di rendicontazione che contribuiscono a monitorare le emissioni e a mantenere la trasparenza globale. Gli Stati Uniti si erano già ritirati dall’Accordo di Parigi sul clima, e i critici sostengono che mosse come questa non facciano altro che rendere più difficile per il mondo progredire in un momento in cui il cambiamento climatico sta peggiorando… Da qualunque parte ci si schieri, il messaggio è difficile da ignorare: gli Stati Uniti stanno ridefinendo il loro ruolo nella leadership globale sul clima.
Deleterio e immediato sarà l’impatto che questa decisione avrà sulle condizioni di vita dei soggetti più vulnerabili.
“Le Organizzazioni che sostengono la salute riproduttiva delle donne e il parto sicuro sono solitamente tra le prime a risentire dei tagli ai finanziamenti, e queste conseguenze non sono affatto astratte. Lo stesso vale per i programmi che si occupano di temi come la tratta di esseri umani, la tutela dei minori, i diritti delle persone con disabilità e l’uguaglianza di genere. Quando la partecipazione si indebolisce, si indebolisce anche la legittimità. E quando si indebolisce la legittimità, spesso ne risentono finanziamenti e funzionalità”, leggiamo su The Diplomatic Insight.
Se guardiamo all’Afghanistan, la chiusura dell’UNFPA, che si occupa di violenza sui bambini e salute riproduttiva, rappresenta un attacco frontale ai diritti fondamentali delle donne e dei minori nelle zone di crisi. La riduzione del supporto causerà un aumento drammatico della mortalità materna. Nel Paese, si prevedono 1.200 morti materne in più e oltre 100.000 gravidanze non desiderate entro il 2028.
Secondo i dati riportati daNational Public Radio, Radio Pubblica , il taglio dei fondi alle agenzie ONU mette a rischio i programmi di distribuzione di alimenti terapeutici pronti all’uso (RUTF). Senza il contributo degli Stati Uniti, migliaia di bambini afghani soffriranno di malnutrizione acuta.
Inoltre il disimpegno dell’ONU interrompe le catene di approvvigionamento per i vaccini contro la poliomielite – e l’Afghanistan è uno degli ultimi paesi al mondo dove è endemica – e il morbillo.
L’abbandono di programmi come Education Cannot Wait interrompe i “corsi comunitari” che permettono ai bambini, e soprattutto alle bambine, di studiare fuori dal sistema formale controllato dai Talebani.
Più in generale, Beth Schlachter, dell’organizzazione MSI Reproductive Choices, che si occupa di servizi riproduttivi in 36 paesi, fa notare che già la sospensione dei finanziamenti al Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione da parte degli Usa aveva avuto impatti “profondi , con cliniche chiuse, medici licenziati, infermieri e operatori sanitari di comunità e forniture mediche non più disponibili. Il ritiro completo dall’agenzia ne minerà ulteriormente la legittimità.
La Federazione Internazionale per i Diritti Umani, FIDH, afferma che “questa decisione non si limita a minare la lotta contro il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente, ma mette anche a repentaglio programmi essenziali per la parità di genere, i diritti alla salute sessuale e riproduttiva, la lotta alla violenza di genere e il sostegno alla società civile. La brusca sospensione di finanziamenti vitali riduce drasticamente la capacità degli organismi multilaterali, in un momento in cui l’erosione dei diritti sta accelerando e i movimenti femministi si trovano ad affrontare pressioni e minacce senza precedenti”.
Inoltre fa notare che le conseguenze di questo atto sono aggravate dalle peggioramento delle misure restrittive per l’ingresso negli Stati Uniti. Queste hanno pesanti conseguenze per le femministe e le organizzazioni della società civile di molti paesi perché le privano di opportunità cruciali per promuovere le loro cause: impedendo loro di accedere alle numerose agenzie specializzate delle Nazioni Unite con sede a New York, limiteranno la loro possibilità di partecipare a negoziati e formazione, di svolgere attività di advocacy, di beneficiare e partecipare ad azioni di solidarietà.
Questa mossa è solo l’ultima di una serie di misure adottate dall’Amministrazione Trump per prendere le distanze dalle organizzazioni multilaterali, preferendo puntare sugli accordi bilaterali, dove ha maggiore possibilità di manovra e controllo.
Soprattutto, Trump è determinato a trasformare radicalmente l’ONU, a ridimensionarne il peso e riorientarlo a suo modo sulle principali questioni di sicurezza internazionale.
In realtà gli Stati Uniti rimangono coinvolti in importanti organismi come il Consiglio di Sicurezza, l’UNICEF e il Programma Alimentare Mondiale, e continuano a collaborare con organizzazioni che sostengono la sicurezza nazionale e gli obiettivi umanitarie anche con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
Quindi gli USA non stanno abbandonando completamente l’ONU: vogliono continuare a collaborare con le Nazioni Unite, ma in modo evidente vogliono essere loro a stabilirne l’agenda, per dettare le loro condizioni al resto del sistema multilaterale e usare le organizzazioni internazionali solo al servizio dei propri interessi.
| Lunlunedì | Marmartedì | Mermercoledì | Giogiovedì | Venvenerdì | Sabsabato | Domdomenica |
|---|---|---|---|---|---|---|
2626 Gennaio 2026
|
2727 Gennaio 2026
|
2828 Gennaio 2026●(1 evento) Attraversare la Notte
Bologna – Teatro San Salvatore |
2929 Gennaio 2026●(1 evento) Voci dal Silenzio
Monza – Capitol Anteo spazioCinema |
3030 Gennaio 2026
|
3131 Gennaio 2026●(1 evento) Attraversare la Notte
Firenze – Libreria On The Road |
11 Febbraio 2026
|
22 Febbraio 2026
|
33 Febbraio 2026
|
44 Febbraio 2026
|
55 Febbraio 2026
|
66 Febbraio 2026
|
77 Febbraio 2026
|
88 Febbraio 2026
|
99 Febbraio 2026
|
1010 Febbraio 2026
|
1111 Febbraio 2026
|
1212 Febbraio 2026●(1 evento) Voci dal Silenzio Monza – Capitol Anteo spazioCinema |
1313 Febbraio 2026●(1 evento) Attraversare la Notte
Padova – Librati Libreria delle Donne |
1414 Febbraio 2026●(1 evento) Attraversare la Notte
Venezia – Librerie Coop Mestre |
1515 Febbraio 2026
|
1616 Febbraio 2026
|
1717 Febbraio 2026●(1 evento) Attraversare la Notte
Milano – Casa della Memoria |
1818 Febbraio 2026●(1 evento) Attraversare la Notte
Milano – Libreria delle Donne |
1919 Febbraio 2026
|
2020 Febbraio 2026
|
2121 Febbraio 2026
|
2222 Febbraio 2026
|
2323 Febbraio 2026
|
2424 Febbraio 2026
|
2525 Febbraio 2026
|
2626 Febbraio 2026
|
2727 Febbraio 2026
|
2828 Febbraio 2026
|
11 Marzo 2026
|