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L’Afghanistan e il supporto di CISDA alle donne afghane nel 2025

Il 2025 in Afghanistan ha confermato e aggravato tendenze che si erano manifestate già negli anni immediatamente successivi al ritorno al potere dei Talebani (agosto 2021): una sistematica negazione dei diritti fondamentali, in particolare di quelli delle donne, un deterioramento delle condizioni socio-economiche e una crescente dipendenza dalla solidarietà di organizzazioni locali e internazionali per la sopravvivenza quotidiana della popolazione.

Apartheid di genere: un quadro di discriminazione sistemica

Nel 2025 la condizione delle donne in Afghanistan si configura come una loro segregazione ed esclusione istituzionalizzate da ogni spazio pubblico e privato della vita sociale, culturale, educativa ed economica. Le donne sono state progressivamente escluse dall’istruzione superiore e dall’accesso al lavoro, alla mobilità e alla partecipazione politica, in un clima di repressione che mira a renderle praticamente invisibili alla società.

Un apartheid di genere che non è una definizione retorica: CISDA, supportata da un pool di giuriste, ha portato questo tema nelle sedi internazionali, chiedendo che l’apartheid di genere sia riconosciuto come crimine contro l’umanità nei trattati internazionali e che il regime talebano sia chiamato a rispondere davanti a corti internazionali.

La crisi umanitaria: dati e dinamiche

Oltre alle discriminazioni di genere, l’Afghanistan nel 2025 ha affrontato un grave contesto umanitario. Secondo stime delle Nazioni Unite e di agenzie internazionali: 22,9 milioni necessitano di assistenza umanitaria per sopravvivere,14,8 milioni soffrono di insicurezza alimentare acuta, 3,5 milioni di bambini sotto i 5 anni affetti da malnutrizione acuta,1,2 milioni di donne incinte o in allattamento a rischio di malnutrizione acuta.

Il collasso del sistema sanitario ha portato l’Afghanistan, e in particolare le aree rurali, nell’abisso di una crisi sanitaria senza precedenti con l’impossibilità di prestare cure a una popolazione allo stremo e l’aumento di malattie prevenibili: una costante minaccia per donne e bambini, mentre la scarsità di fondi e l’intercettazione degli aiuti da parte delle autorità de facto limitano l’efficacia degli interventi esterni.

Inoltre sono oltre 500.000 gli sfollati a causa di inondazioni, siccità e terremoti e oltre 2,43 milioni i migranti afghani rimpatriati dal Pakistan e dall’Iran tra settembre 2023 e aprile 2025.

CISDA e la solidarietà organizzata: progetti e attività nel 2025

In questo contesto, anche ne 2025 CISDA ha supportato la società civile afghana lavorando in stretto contatto con organizzazioni democratiche e antifondamentaliste afghane che continuano a operare, seppur in clandestinità, sul territorio: RAWA, HAWCA, HAMBASTAGI, SAAJS e OPAWC.

Nel corso del 2025, le nostre attività si sono sviluppate su più fronti erogando 280.000 euro di contributi per il sostegno di progetti concreti a sostegno delle donne e della popolazione afghana:

  • Scuole segrete per ragazze: piccoli gruppi di insegnamento organizzati in case private, per consentire alle giovani di proseguire gli studi nonostante il divieto formale.
  • Giallo fiducia, sostegno alla coltivazione di zafferano da parte di un gruppo di donne
  • PC e materiale informatico per le scuole clandestine.
  • Corsi di taglio e cucito e alfabetizzazione per favorire l’autonomia economica, anche attraverso l’assegnazione di macchine da cucire e materiali.
  • Unità mobile sanitaria per donne e bambini in zone isolate, dove l’accesso alla sanità pubblica è negato o inesistente.
  • Piccolo shelter e percorsi di supporto per vittime di violenza familiare, fornendo protezione, assistenza psicologica e strumenti per l’indipendenza economica.
  • Empowerment per famiglie in crisi fornendo competenze professionali e commerciali per ogni membro della famiglia
  • Vite preziose, sostegno a distanza di donne in difficoltà
  • Emergenza, sostegno per le popolazioni colpite da alluvioni e terremoti
  • Distribuzione di capre a vedove prive di reddito

Queste attività sono spesso svolte in condizioni di clandestinità, con personale locale che rischia ripercussioni acute da parte delle autorità talebane, e hanno consentito di aiutare circa 20.600 donne afghane.

Oltre agli interventi diretti sul terreno, nel 2025 CISDA ha intensificato le campagne di pressione politica e sensibilizzazione internazionale. Tra queste la campagna “Stop fondamentalismi – Stop apartheid di genere”, che ha l’obiettivo di fare riconoscere a livello internazionale il crimine di apartheid di genere e di sollecitare governi e istituzioni a sostenere le forze democratiche afghane e non riconoscere il governo talebano.

Eventi, incontri e petizioni in Europa e in Italia hanno amplificato la voce delle attiviste afghane in esilio, come Belqis Roshan, ex parlamentare costretta a fuggire, che ha testimoniato delle condizioni di repressione e delle pressioni sugli stessi uomini per controllare ancor più strettamente le donne nelle famiglie.

A queste si è affiancata un’intensa attività di comunicazione con oltre 500 articoli pubblicati su Altreconomia e altre testate giornalistiche, il sito Osservatorio Afghanistan e il sito istituzione CISDA; oltre12.000 interazioni/mese social su Facebook, Instagram e YouTube; oltre 3.500 contatti raggiunti mensilmente con la nostra newsletter. Nel 2025 è stata inoltre pubblicata una nuova edizione aggiornata del Dossier I diritti negati delle donne afghane e si segnala l’uscita del nuovo libro di Cristiana Cella, con fotografie di Carla Dazzi, Attraversare la notte che dà voce alle donne afghane.

La resistenza democratica afghana: strumenti e prospettive

I gruppi democratici e femministi afghani continuano a operare in condizioni estremamente difficili. Molte delle loro iniziative sono diventate clandestine, dalla scuola all’assistenza sanitaria, passando per l’organizzazione di reti di solidarietà locale e internazionale. Questi gruppi, pur senza possibilità di agire apertamente, mantengono vivo un ruolo di costruzione di comunità autonoma, difendendo l’uguaglianza di genere e la democrazia contro la repressione fondamentalista.

In un contesto di esclusione, violenza e crisi umanitaria il ruolo di organizzazioni come CISDA e dei gruppi democratici afghani che sostiene è fondamentale per mantenere attivi spazi di resistenza, fornire supporto vitale alla popolazione e tenere alta la voce delle donne afghane nel dibattito internazionale.

 

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